25/03/2011
Formicarium - accorrete numerosi :-)
Volete darvi all'hobby dell'allevamento delle formiche e state cercando una comunità online in cui poter incontrare altre persone che hanno già iniziato quest'hobby per avere le informazioni di base o magari per capire come procurarvi ciò che vi serve per iniziare? Siete alle prime armi nell'allevamento delle formiche e volete esser parte di una comunità online che vi sappia sempre supportare, dare consiglio e rispondere alle vostre domande? Oppure siete dei mirmecofili con tante specie e anni di allevamento sulle spalle e carcate una comunità online con cui condividere le vostre esperienze e osservazioni?
E' quello che state cercando ;-)
Accorrete numerosi!
13:55 Scritto da: sergiobartolozz | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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25/07/2009
Formica marziana?
Martialis heureka fu scoperta nel 2000 da Manfred Verhaagh, che ne raccolse due esemplari nella foresta amazzonica nei pressi di Manaus, in Brasile. Gli esemplari si detereorarono perchè mal conservati, e la specie venne riscoperta nel 2003 da Christian Rebeling, che ne raccolse un altro esemplare nello stesso luogo della scoperta originaria.
Si tratta di una formica che presenta caratteristiche peculiari, e che già a prima vista non sembra essere ascrivibile a nessun gruppo noto. Dalle analisi molecolari è risultato che Martialis heureka (il nome, che vuole sottolineare l'aspetto bizzarro di questa specie e ricordare la storia della sua riscoperta, significa letteralmente “Formica da Marte – Ho trovato”) appartiene ad un lignaggio che si è distaccato da quello di tutte le altre formiche ben 120 milioni di anni fa. Martialis heureka è la specie più antica ancora vivente. Eppure, la formica sembra molto specializzata nel suo stile di vita, quasi certamente di predatrice ipogea, e non si direbbe affatto rispecchiare l'aspetto di un possibile “antenato comune” di tutte le formiche. In effetti, il lignaggio delle Martialinae ha avuto una lunga evoluzione, avvenuta in contemporaneo con quella delle altre formiche. La cosa sorprendente è l'estrema somiglianza della Martialis con le sue colleghe predatrici ipogee, appartenenti a gruppi più recenti e filogeneticamente più distanti.
15:25 Scritto da: sergiobartolozz in 3.3 Testi su particolari specie/argomenti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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24/07/2009
Specie consigliate per il "principiante"
Per coloro che si vogliono cimentare nell'allevamento delle formiche, descrivo qui le specie nostrane maggiormente consigliate.
LASIUS NIGER
La più consigliata per i neofiti. E' molto comune in natura e sciama durante tutta l'estate. La fondazione in cattività è rapida e non da problemi. Può essere tenuta in qualsiasi tipo di nido e non necessita particolari accorgimenti riguardo l'umidità e la temperatura (è comunque necessario tenere una parte del nido abbastanza umida). L'ibernazione non è strettamente necessaria.
MYRMICA RUBRA
Specie molto vorace e resistente. Sciama in autunno. Per ottenere una colonia poliginica è sufficiente raccogliere alcune regine sciamanti e metterle in una stessa provetta, affinchè collaborino nella fondazione della colonia. Può essere tenuta in qualsiasi tipo di nido. All'interno del nido l'umidità deve essere molto variabile, ed oscillare dal molto umido al molto secco. Poichè si tratta di una specie adattata al clima di montagna, l'ibernazione è indispensabile.
MESSOR CAPITATUS
Sciama ad inizio autunno. Può essere tenuta in qualasiasi tipo di nido. Molto comune negli ambienti secchi, non disdegna l'umidità; anzi una parte del nido deve essere tenuta abbastanza umida. La sua dieta è principalmente granivora, ma deve essere integrata anche con piccoli insetti. L'ibernazione non è strettamente necessaria.
TETRAMORIUM CAESPITUM
Molto piccola e tenace. Sciama in estate. Non può essere tenuta in nidi di gesso od ytong, poiché riesce a scavare questi materiali. Estremamente adattabile, prospera facilmente in qualsiasi ambiente. L'ibernazione non è strettamente necessaria.
PHEIDOLE PALLIDULA
Sciama ad inizio estate. La fondazione può essere complicata, ma una volta avviata la colonia l'allevamento di questa specie diviene molto semplice. Scava l'ytong ma non il gesso. Predilige ambienti secchi, ma l'umidità non deve mancare, concentrata in una sola camera del nido. L'ibernazione non è strettamente necessaria.
14:15 Scritto da: sergiobartolozz in 4.2 Allevamento | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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07/06/2009
Allevare termiti
In questo post parlerò delle termiti presenti in Italia, del loro sistema castale e delle loro abitudini, e comincerò a trattare, per la prima volta in questo blog, l'allevamento delle termiti.
In Italia le specie di termiti più comuni sono due: Kalotermes flavicollis e Reticulitermes lucifugus. Queste due specie appartengono a due diverse famiglie, Rhinotermididae e Kalotermitidae.
Il sistema castale delle termiti è molto diverso da quello delle formiche. Mentre nelle formiche, che sono insetti olometaboli, le caste si manifestano solo negli adulti di sesso femminile, nelle termiti, che sono emimetaboli, si manifestano in entrambi i sessi e comprendono anche individui immaturi.
Presso le termiti, la determinazione della casta è molto plastica. Dopo la schiusa dall'uovo, le ninfe subiscono una serie di mute che le porta a svilupparsi in pseudoergati. L'intervallo fra le mute può variare a seconda delle condizioni ambientali. Nella colonia, gli pseudoergati svolgono tutte le funzioni che, presso le formiche, sono affidate alle operaie: cura della prole, approvvigionamento del cibo, costruzione del nido. Gli pseudoergati possono mantenere la loro forma per un tempo indeterminato, oppure, a seconda delle necessità della colonia, possono avviarsi su due possibili percorsi di sviluppo. Il primo percorso le porta, con una serie di mute, a svilupparsi in sessuati immaginali. Il secondo a svilupparsi in soldati.
Reticulitermes lucifugus nidifica nel terreno oppure nel legno marcio degli alberi, prediligendo alti tassi di umidità. Le sciamazioni avvengono a fine primavera ed in estate.
Kalotermes flavicollis nidifica esclusivamente nel legno marcio degli alberi. Le sciamazioni avvengono a fine estate od in autunno.
Ci sono due modi per avviare una colonia di termiti in cattività. Il primo consiste nel prelevare una quantità di ninfe da un nido preesistente in natura, metterle in una provetta contenente trucioli di legno od in un barattolo contenente sabbia e frammenti di legno ed aspettare che alcune ninfe si svviluppino in sessuati.
Il secondo consiste nel tentare la sorte formando una coppia di sessuati raccolti sciamanti. Dato che non c'è modo di distinguere maschi e femmine, andrebbero raccolti più sessuati possibile in modo da formare diverse coppie.
Prima della deposizione può passare molto tempo, soprattutto se la provetta od il barattolo non si trovano costantemente ad una temperatura ottimale per le termiti. Durante l'autunno e l'inverno, inoltre, lo sviluppo di eventuali uova o ninfe deposte o sviluppatesi in estate può rallentarsi.
Le Reticulitermes richiedono molta umidità, a differenza delle Kalotermes che invece possono vivere tranquillamente in ambienti secchi. Una provetta riempita con un fondo d'acqua sarebbe l'ideale per tenere coppie di sessuati di entrambi le specie, tuttavia è inadatta per mantenere colonie già grandi. Queste vanno tenute in barattoli di vetro contenenti sabbia o terra mista a pezzi di legno (non trattato), e devono essere costantemente umidificate nel caso delle Reticulitermes.
Una soluzione alternativa al classico barattolo, che migliora l'osservabilità, potrebbe essere quella del display in vetro, riempito di sabbia e pezzi di legno nel caso delle Reticulitermes, o di una lastra compatta di legno nel caso delle Kalotermes.
09:15 Scritto da: sergiobartolozz | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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17/05/2009
Completamento del progetto NYTI
Finalmente ho completato la costruzione del NYTI. Ovviamente il risultato finale è molto distante dalle mie aspettative iniziali. Elencherò qui i principali errori che penso di aver comesso nella realizzazione di questo nido, quindi tutti i punti della realizzazione che invece mi hanno soddisfatto:
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Ho sottovalutato la leggera inclinazione delle pareti della teca (a dir la verità non mi sono nemmeno accorto della sua esistenza), il che mi ha costretto a correggere lo scompenso fra plexi ed ytong con della calce. In alcuni punti la calce è colata lungo il plexiglass, limitando l'osservazione. La calce poteva essere sostituita benissimo da una lastra di plexiglass, la cui realizzazione, tuttavia, potrebbe essersi rivelata molto difficile.
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Durante tutta la lavorazione dei blocchi di ytong avrei dovuto coprire le pareti interne della teca con sottili fogli di plastica, in modo da evitare che il plexiglass venisse graffiato.
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Nel blocco di ytong verticale ho fatto camere troppo alte e troppo strette: per sprecare meno spazio possibile, avrei dovuto farle basse e larghe.
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Non ho pensato ad un buon modo per integrare nella teca una pianta viva.
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Il coperchio della teca è davvero un capolavoro.
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Il sistema di umidificazione si è rilevato molto più efficiente delle mie aspettative iniziali
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Mentre da una parte ho corretto lo scompenso fra ytong e plexiglass con colate di calce, dall'altra vi ho trovato un'elegante soluzione, realizzando sul fondo della teca un piedistallo a U in cemento che supportasse il blocco di ytong orizzontale, che essendo aderente alle pareti della teca evita anche il passaggio delle formiche attraverso lo scompenso.
17:16 Scritto da: sergiobartolozz in 4.1 Costruzione di nidi artificiali | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | OKNOtizie |
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