Le formiche oricoltrici

L’evoluzione delle modalità di oricoltura presso le formiche

 

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Ted R. Schultz and Seán G. Brady; Major evolutionary transitions in ant agriculture; Proc. Natl. Acad. Sci. USA; 2008.

 

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L’oricoltura è una forma di coltivazione ampiamente diffusa fra le termiti. Fra le formiche, invece, questo fenomeno è riscontrabile esclusivamente presso le specie neotropicali appartenenti alla tribù Attini, nella sottofamiglia Myrmicinae. Presso queste specie, i nidi delle colonie ospitano ampie coltivazioni di funghi; le operaie trattano le ife del micelio per evitare che il fungo sviluppi corpi fruttiferi, le concimano con le feci, e le bagnano con la saliva per mantenerle umide. Le larve di queste spedcie basano la loro intera dieta sulle ife dei funghi coltivati.

In alcune specie, ad esempio quelle dei generi Mycetarotes ed Apterostigma, le piccole colonie, che comprendono a volte una dozzina di operaie adulte, coltivano funghi di vari tipi, riscontrabili anche in natura e non necessariamente associati alle formiche. Presso queste specie, le operaie concimano i funghi della coltivazione con le feci o con il materiale vegetale che raccolgono nell’ambiente esterno al nido. Le specie della tribù Attini in cui l’oricultura raggiunge un livello particolarmente sviluppato sono quelle appartenenti ai due affini generi Atta ed  Acromyrmex, note con il nome comune di formiche tagliafoglie. Presso queste specie, le colonie, che comprendono migliaia e migliaia di operaie adulte, ospitano coltivsazioni di funghi particolarmente ampie, funghi che vivono necessariamente come associati alle formiche. Le formiche tagliafoglie sono caratterizzate da una polimorficità particolarmente accentuata nella popolazione delle operaie. Presso queste specie, le operaie minimae coltivano i funghi e li fanno crescere su particolari lettiere di materiale vegetale, che vengono assemblate dalle operaie minor con pezzi di foglie, i quali vengono tagliati e trasportati al nido da parte delle operaie bottinatrici, major e supermajor.

Alla luce dei recenti studi, pare che le modalità con cui le formiche oricoltrici coltivano i funghi si sviluppino di pari passo con l’evoluzione dei funghi stessi ad esse associati; i funghi, a loro volta, sembrano co-evolversi con le formiche che li coltivano. Il principale esempio di associazione funghi-formiche si ha fra la maggior parte delle specie della tribù Attini ed i funghi dell’ordine Leucocoprineae; presso alcune specie del genere Chyphomyrmex, poi, questo tipo di funghi basidiomiceti è stato sostituito con i fermenti. Il fenomeno dell’oricoltura sembra essersi sviluppato come una forma di simbiosi mutualistica: le formiche si pappano parte dei funghi e ne impediscono una normale riproduzione, ma allo stesso tempo li fanno crescere e li riproducono, parallelamente alla moltiplicazione delle loro colonie.

L’oricoltura pare essere comparsa circa 50 milioni di anni fa (nel periodo Eocene) presso gli antenati neotropicali delle moderne Attine, che probabilmente presentavano abitudini biologiche simili a quelle delle formiche predatrici del genere Blepharidatta. La maggiore svolta nelle modalità di oricoltura presso le attine si ebbe fra i 12 e gli 8 milioni di anni fa, con la comparsa dell’antenato comune di tutte le specie dei generi Atta ed Acromyrmex, in cui a ciascuna specie di formica è associato un particolare fungo. Una svolta intermedia, che diede origine alle modalità di oricoltura che si hanno presso le specie dei generi Trachymyrmex e Sericomyrmex, si ebbe con l’evoluzione, nei funghi, di strutture particolari, finalizzate al fornimento diretto del cibo alle formiche.

Le formiche oricoltriciultima modifica: 2008-03-26T17:35:00+01:00da sergiobartolozz
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